Asta Bidspirit | SCULTORE DEL XX SECOLO Coppia
SCULTORE DEL XX SECOLO Coppia di vasi, Anni ‘30/’40 Marmo portoro, h. 51 cm Il Portoro o Marmo di Portovenere è una pregiata varietà di marmo nero proveniente dalla zona del Golfo della Spezia. Il suo aspetto molto decorativo lo rende idoneo a realizzazioni artistiche e di pregio come vasi, colonne, interni di chiese e palazzi, rivestimenti, pavimentazioni e piani di mobili. Il colore è nero intenso e brillante con venature dorate. Geologicamente si tratta di un calcare con venature carbonatiche formatosi in un ambiente marino calmo, profondo, poco ossigenato e ricco di sostanza organica. Il colore nero si deve proprio alla ricchezza di sostanza organica mentre le striature dorate alla dolomitizzazione parziale della sostanza organica che si è ossidata. Il nome Portoro deriva dalla traduzione in italiano del termine francese porte d'or (”porta oro”) con il quale veniva chiamato durante la dominazione francese. In origine veniva chiamato ”misto giallo e nero”, in seguito venne denominato ”Giada di Portovenere”. In inglese questa varietà di marmo è conosciuta come black and gold (nero e oro). Il Portoro si rinviene solo in provincia della Spezia, in particolare nei comuni di Porto Venere, La Spezia e Riccò del Golfo che costituiscono aree delicate dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Non si conosce con precisione a quando risalga l'inizio dello sfruttamento razionale dei giacimenti di marmo Portoro, ma si presume già all'epoca romana. Nell'antica città di Luni, posta fra le provincie della Spezia e Massa Carrara, vennero usate lastre sagomate di questo marmo mentre dagli Etruschi sono arrivate fino a noi opere architettoniche contenenti lastre ed altre piccole parti realizzate in marmo di Portoro. In epoca romana si fece largo uso del marmo Portoro nelle ville imperiali e probabilmente venne usato anche nella costruzione del tempio dedicato a Venere che sorgeva all'estremità del promontorio di Porto Venere e sopra al quale è stata costruita in seguito la chiesa di San Pietro. All'inizio del XIX secolo l'uso di questo marmo si diffuse anche al di fuori della Liguria in particolare in Francia, Belgio e Svizzera per abbellire palazzi e castelli come quelli di Versailles, Marly e Compiegne. Più tardi venne esportato anche negli Stati Uniti dove per esempio si rivestì la sala di proiezione della Paramount.