Asta Bidspirit | Francesco di Giorgio Martini (Siena,


Francesco di Giorgio Martini (Siena, 1439 - Siena, 1501) Cerchia di - Altezza x larghezza x profondità: 47 x 45 x 29 cm presentato secondo la consueta iconografia senese del Quattrocento: i baffi, la lunga barba biforcata e ondulata e la chierica. Il saio di stoffa, legato in vita con la corda, è accompagnato dalla cocolla, una sorta di cappuccio unito a una cappa piuttosto corta, tipica di vari ordini monastici; questa tipologia di vesti prevalsero nell'iconografia medievale. La cocolla  rivestiva anche una  importanza e un significato simbolici: si riteneva  necessario che il monaco morto fosse seppellito nella  sua cocolla affinché fosse preservato  nell’aldilà dalle insidie dei demoni.  Nella mano destra regge un libro,  il Vangelo  oppure un testo di Regole monastiche che nel  medioevo erano erroneamente attribuite al Santo,   considerato uno dei fondatori del cenobitismo.  Con la sinistra impugna la campanella, suo attributo distintivo,   utilizzata anche da gli Antoniani per annunciarsi quando arrivavano per la  questua, ovvero la raccolta di elemosine.   La campanella è anche un attributo degli eremiti che la  usavano per scacciare il demonio  e allontanare le tentazioni. L'attribuzione alla cerchia di Francesco di Giorgio Martini si fonda su diversi elementi.  Ciò che colpisce immediatamente è la resa psicologica del volto: Sant’Antonio non è una figura idealizzata, ma un eremita segnato dal tempo e dalla ascesi.  La barba, bipartita e mossa da onde profonde e plastiche, richiama direttamente i modelli grafici e scultorei del maestro, insieme alla capacità di trasformare la terracotta, materiale d’elezione della scuola senese per la sua duttilità, in un  panneggio che cade con una pesantezza naturale ma studiata.