Asta Bidspirit | LORENZO LIPPI (Firenze, 1606 -
LORENZO LIPPI (Firenze, 1606 - 1664) Cena in Emmaus Olio su tela, cm. 96x144,5. Con cornice Questa tela notevolissima costituisce un'importante aggiunta al catalogo di Lorenzo Lippi ed esprime al meglio la limpidezza formale che ne caratterizza la maniera. Si coglie qui perfettamente la rilettura originale compiuta da Lippi della linea in senso lato ”purista” della tradizione pittorica fiorentina tra XVI e XVII secolo, che guarda alla pulizia compositiva e alle eleganti volumetrie di Allori, Santi di Tito e Empoli, ma anche al composto naturalismo di Filippo Tarchiani e al pacato classicismo di Ottavio Vannini. Se appare ineludibile il modello delle due Cene in Emmaus rispettivamente eseguite nel 1609 dall'Empoli per la Villa degli Albizi a Pomino e verso il 1620 da Filippo Torchiani (oggi Los Angeles, County Museum), innumerevoli e inquivocabili risultano i legami della nostra tela con molte opere del Lippi. Il Cristo benedicente appare quasi sovrapponile a quello della chiesa di San Pietro a Vaglia, la cui fisionomia ricorre, fra gli altri, nel Noli me tangere della chiesa di fiorentina di San Frediano al Cestello e nel Redentore della chiesa di San Pietro a Luco del Mugello: ma di fatto ogni volto può essere strettamente raffrontato con altri in tutto simili che ricorrono nella galleria dei personaggi lippeschi. Anche sotto il profilo della nitida organizzazione compositiva, della sapiente castigatezza dei gesti e del tono narrativo misuratamente patetico il nostro dipinto trova chiari termini di paragone con capolavori del Lippi come il Lot e le figlie di collezione privata fiorentina, il Sacrificio di Isacco del Museo Diocesano di San Miniato al Tedesco, la Fuga in Egitto della chiesa di San Pietro all'Orto di Massa Marittima e il Lot e le figlie degli Uffizi. Il dipinto presenta numerosi pentimenti, fra cui si segnalano in particolare quelli sul profilo della figura sullo sfondo e sulla mano destra dell'apostolo alla sinistra di Cristo.