Asta Bidspirit | KAMMAVACA BUDDHISTA BIRMANO


KAMMAVACA BUDDHISTA BIRMANO - Kammavaca è un termine pali che descrive i versi del Vinata che delineano varie regole e rituali della vita monastica e dell'ordinazione. Ci si aspetta che i giovani in Birmania trascorrano almeno una parte della loro giovinezza in un monastero, come iniziato o come monaco ordinato. Le famiglie di questi uomini appena ordinati commissionavano spesso la creazione di un kammavaca da presentare ai monaci come atto di merito all'ingresso dei loro figli nel monastero. Sull’argomento alcuni studiosi scrivono: ”Kammavaca are volumes of one, five, or nine extracts from the Theravadin Vinaya, each relating to specific ceremonies associated with monks. Noel F. Singer writes that the earliest kammavaca consisted of folios made of plain palm leaves, each of which had four lines of square-inked script on a gold or silver background.” (”Kammavaca Texts: Their Covers and Binding Ribbons, ” Arts of Asia, 23, May-June 1993) ”In the 17th century, folios began to be made of pieces of cloth coated with lacquer and painted with cinnabar, and the square letters were written in thick, black lacquer. On rare occasions, folios were of ivory. Designs in gilt, which had been reserved for the ends of folios, end papers, and wooden coverboards, now began to appear between the lines of text. By the end of the 19th century, the lines of script on the folio increased to six or seven and sheets of brass or copper were introduced as folios.” (John Falconer, and others, Myanmar Style Art, Architecture and Design of Burma, Hong Kong, 1998, p. 177). Questo set di manoscritti kammavaca dorati e laccati in rosso e nero comprende due copertine in legno con lavorazione “shwe zawa” e sedici fogli laccati. Le copertine e le facce esterne dei fogli introduttivi sono decorate con “kinnara” che, nelle mitologie buddhista e hindūista, sono una classe di meravigliosi e divini musici celesti, posti sotto i “gandharva”. Ogni foglio contiene sei righe di caratteri pali scritti in caratteri birmani quadrati in lacca nera “magyi zi” ricavata da semi di tamarindo, tra bordi tratteggiati (yazamat). Ogni foglio è numerato in caratteri birmani.