Asta Bidspirit | Bottega/allievo di Guido Reni (Bologna
Bottega/allievo di Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) del XVII secolo Santa Caterina d’Alessandria Olio su tela 67 x 55,5 cm Un buon riscontro lo ritroviamo con Il suicidio di Cleopatra (circa 1625-1626), della Bildergalerie (Sanssouci), di Potsdam. La tela in esame deriva evidentemente da questa invenzione del maestro, e la figura è semplicemente adattata a santa Caterina spostando leggermente le mani ed includendo la ruota dentata, segno del suo martirio. L’ottima qualità con cui è eseguito il dipinto in questione ci permette di giudicarlo come espressione della bottega di Guido Reni, oppure venne eseguito dopo la morte del maestro da un fedele allievo che continuò a esprimersi coerentemente allo stile reniano. Lo stile reniano può riassumersi come l’esaltazione del classicismo, ovvero la costante idealizzazione della realtà, dovuta alla ricerca del bello ideale. Nato in seno all’Accademia degli Incamminati, fu fedele assertore del più classicista dei tre cugini, Annibale Carracci. A sua volta ebbe un’importante bottega ove si formarono importanti pittori, tra i quali: Guido Cagnacci, Simone Cantarini, Pier Francesco Cittadini, Michele Desubleo, Francesco Gessi, Giovanni Andrea e Elisabetta Sirani, Flaminio Torri. Tra questi, merita di essere citato come il più probabile autore dell’opera in questione Giovanni Battista Bolognini (Bologna 1612 - 1688); artista che ebbe rapporti con i duchi di Mantova e Guastalla e che ancora oggi è frequente nelle chiese di Bologna, tra cui Sant’Ubaldo e San Bernardo da Mantova (in San Giovanni in Monte), Crocifissione e Santi (in Santa Maria dei Servi), la Vergine e i Santi Carlo e Ambrogio (in San Carlo), San Paolo davanti a Cesare (in San Paolo). Workshop/pupil of Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) of the 17th century St. Catherine of Alessandria Oil on canvas 67 x 55,5 cm It is possible to find good confirmation with the artwork Cleopatra's Suicide (circa 1625-1626), by the Bildergalerie (Sanssouci), of Potsdam. The canvas in question evidently derives from this invention of the master, and her figure is simply adapted to St. Catherine by slightly moving her hands and including her toothed wheel, a sign of her martyrdom.